Dagli assistenti virtuali agli algoritmi che prevedono i nostri gusti, l’intelligenza artificiale sta trasformando il modo in cui lavoriamo, facciamo acquisti e interagiamo. Ma davvero tutte le generazioni lo adottano allo stesso modo?
In Spagna, l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per gli acquisti è cresciuto del 45% in un solo anno, e la spinta maggiore non è arrivata dai giovani, ma dalle persone con più di 44 anni. Ciò contrasta con lo stereotipo secondo cui solo le generazioni attuali traggono vantaggio da queste tecnologie.
Dai Baby Boomer alla Generazione Alpha, la trasformazione digitale nella didattica ha fatto sì che l’interazione con gli algoritmi variasse a seconda delle esigenze di ciascun gruppo generazionale.
Dalla nonna che chiede consigli di moda a un chatbot allo studente che usa l’intelligenza artificiale per fare i compiti, scopriremo che la tecnologia non ha età, ma molteplici modi di adattarsi.
##Baby Boomers (60-78 anni): La sorpresa nell’adozione
Contrariamente a quanto molti potrebbero pensare, i Baby Boomer stanno dimostrando un notevole adattamento all’intelligenza artificiale, soprattutto nel campo dello shopping.
Secondo l’Adyen Index: Retail Report 2025, questo gruppo ha registrato una crescita del 64% nell’uso dell’intelligenza artificiale nell’ultimo anno, il salto più grande tra tutte le generazioni. Come lo stanno usando?
Principalmente come consulente personalizzato:
- Consigli sul prodotto: Il 57% lo usa per trarre ispirazione per moda, cibo o altri articoli.
- Assistenti vocali: Strumenti come Alexa o Assistente Google ti aiutano a eseguire ricerche senza dover digitare.
- Confronto prezzi: Applicazioni come Google Lens ti consentono di scansionare prodotti nei negozi fisici e trovare alternative online.
Sebbene solo il 17% lo utilizzi attivamente (rispetto al 66% della Generazione Z), i suoi progressi sono significativi. Piattaforme come Amazon o Mercadona hanno integrato l’intelligenza artificiale in modo intuitivo, con interfacce e funzioni semplici come “acquisto con un clic”.
Tuttavia, la sfiducia nelle transazioni online e lo scetticismo sulla privacy dei dati ne stanno frenando un’adozione più ampia. Tuttavia, la sua curva di apprendimento sta sfatando i miti: la tecnologia non è solo per i giovani.
Generazione X (44-59 anni): Il ponte tecnologico
Né analogici come i loro genitori né nativi digitali come i loro figli, la Generazione X è diventata il ponte perfetto tra il tradizionale e il tecnologico.
Secondo il rapporto Adyen, questo gruppo ha registrato una crescita del 48% nell’uso dell’intelligenza artificiale per gli acquisti nell’ultimo anno, dimostrando un adattamento pragmatico ai nuovi strumenti.
Come sfruttano l’intelligenza artificiale:
- Ricerca intelligente: il 53% utilizza algoritmi per scoprire marchi unici e confrontare i prodotti prima dell’acquisto. Piattaforme come Amazon o El Corte Inglés sono le loro alleate, dove filtrano recensioni e suggerimenti personalizzati.
- Produttività al lavoro: Strumenti come ChatGPT o Microsoft Copilot ti aiutano a ottimizzare i report, organizzare le agende o persino scrivere e-mail professionali.
- Gestione della casa: Dagli assistenti vocali per le liste della spesa alle app bancarie predittive che analizzano le tue spese.
A differenza dei più giovani, non sperimentano per moda, ma per utilità concreta. Ad esempio, il 61% preferisce l’intelligenza artificiale per pianificare i viaggi (Kayak, Skyscanner) piuttosto che perdere ore in confronti manuali.
Millennials (28-43 anni): I maestri dell’ottimizzazione
I Millennial hanno trasformato l’intelligenza artificiale nel loro alleato strategico per hackerare il tempo. Essendo una generazione che vive tra mutui, genitorialità e promozioni lavorative, non sorprende che il 47% utilizzi già strumenti intelligenti per semplificare la propria vita quotidiana.
La sua stella utilizza:
- Moda espressa: App come Zara’s Style Match o ASOS Fit Assistant che combinano la cronologia degli acquisti con le tendenze in pochi secondi. Il 68% preferisce questi sistemi piuttosto che perdere ore a provare i vestiti.
- Supermercato 3.0: Non solo usano Glovo o Uber Eats (con suggerimenti basati sugli ordini precedenti), ma il 52% usa assistenti come Bring! per pianificare i menù settimanali con l’AI.
- Carriera turbo: Da ChatGPT per le trattative salariali a Tome.ai per creare presentazioni professionali in pochi minuti.
Nonostante siano i re dell’automazione, il 63% diffida delle decisioni finanziarie automatizzate (come i robo-advisor). Preferiscono strumenti come Fintonic per analizzare i dati, ma l’ultima parola resta umana.
Generazione Z (16-27 anni): Gli architetti del futuro digitale
Mentre altre generazioni abbracciano l’intelligenza artificiale, la generazione Z la respira. Con il 66% di utenti attivi (la percentuale più alta secondo Adyen), questi giovani non solo utilizzano l’intelligenza artificiale: la integrano nella loro identità.
Rivoluzione in azione:
- Acquisti in modalità TikTok: Il 30% acquista direttamente sui social network guidati da algoritmi, dove piattaforme come TikTok Shop o Instagram Marketplace utilizzano l’intelligenza artificiale per prevedere i propri gusti con una precisione spaventosa.
- Istruzione 2.0: il 45% utilizza ChatGPT come tutor »24 ore su 24, 7 giorni su 7″ per risolvere dubbi accademici, mentre strumenti come Notion AI organizzano i progetti degli studenti.
- Creatività senza limiti: Dalla generazione di immagini con DALL-E per le tue reti alla produzione di musica con Soundraw.io, l’intelligenza artificiale è la tua complice artistica.
Sfortunatamente, è una generazione con una grande dipendenza tecnologica. Il 38% ammette di sentirsi ansioso se non riesce ad accedere ai propri assistenti IA (studio Deusto Salud).
Inoltre, sono la generazione che condivide di più i dati (61%), ma anche quella più preoccupata per l’uso etico dell’IA (MIT Tech Review). Le loro chat contengono più suggerimenti spiritosi dei meme.
##Generazione Alpha (0-15 anni): I futuri ribelli digitali
Molti, soprattutto i preadolescenti, mostrano una naturale resistenza ad adottarla, non a causa dell’incapacità tecnologica, ma a causa di quell’istinto adolescenziale di sfidare ciò che gli adulti impongono loro.
Pensano: “Se i miei insegnanti mi dicono che ChatGPT può aiutarmi con i compiti, preferisco farlo alla vecchia maniera.” Questa ribellione iniziale, tuttavia, si scontra con la realtà in cui crescono in un mondo in cui l’intelligenza artificiale è presente nei loro videogiochi** o nelle app educative.
Le proiezioni indicano che, una volta raggiunta l’adolescenza, il loro rapporto con la tecnologia sarà più intimo e critico. Aziende come Meta stanno già sviluppando di tutto, dai tutor virtuali agli assistenti per gestire la loro vita sociale digitale emergente.
La cosa interessante sarà vedere come questa generazione cresciuta tra gli schermi ridefinirà i limiti etici dell’uso intelligente della tecnologia. Il suo rifiuto iniziale potrebbe diventare l’adozione più consapevole e selettiva della storia.
Tendenze trasversali: ciò che unisce tutte le generazioni
Nonostante le differenze, tutte le generazioni condividono un denominatore comune: l’intelligenza artificiale sta ridefinendo il loro rapporto con il mondo.
I Baby Boomer ne scoprono l’utilità pratica, i Millennials la sfruttano per ottimizzare il proprio tempo oppure la Generazione Alpha, anche se inizialmente resistente, crescerà in un ecosistema dove l’intelligenza artificiale sarà naturale come l’aria che respirano.
È interessante notare che il commercio fisico rimane rilevante per tutte le età. Mentre gli anziani apprezzano il tocco e l’immediatezza, i giovani cercano esperienze ibride in cui online e offline si fondono.
Il futuro punta verso un’intelligenza artificiale sempre più personalizzata e invisibile, che anticiperà i bisogni semplicemente richiedendoli. La vera rivoluzione sarà culturale: imparare a convivere con macchine che capiscono i nostri comportamenti meglio di noi stessi.
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