Nel 21° secolo, l’intelligenza artificiale (AI) è passata dall’essere una curiosità scientifica a diventare un nuovo campo di battaglia tecnologico. Ti sei mai chiesto cosa c’è in gioco in questa competizione?
La corsa per l’autosufficienza dell’intelligenza artificiale tra Cina e Stati Uniti non è solo una competizione tecnologica, ma una lotta per la leadership economica e geopolitica. Il perseguimento della sovranità tecnologica è diventato una priorità nazionale per lo sviluppo di modelli cinesi di deep learning.
Esploreremo come Pechino sta tessendo la sua strategia per raggiungere l’autosufficienza in hardware, software, infrastrutture e talenti. O almeno quello che sa pubblicamente al riguardo.
Strategia nazionale cinese sull’intelligenza artificiale
La Cina ha delineato un piano a lungo termine per assumere un ruolo guida nell’intelligenza artificiale globale. Nel Piano di sviluppo dell’intelligenza artificiale di nuova generazione del 2017, l’obiettivo era quello di rendere l’intelligenza artificiale un motore chiave dell’economia entro il 2025 e un hub di innovazione globale entro il 2030.
Con normative come le misure provvisorie per la gestione dei servizi di intelligenza artificiale generativa (2023) e l’AI Safety Governance Framework, il colosso asiatico cerca di coniugare innovazione e controllo etico.
Il 14° piano quinquennale (2021-2025) rafforza questo impegno, dando priorità alla produzione nazionale di chip e alla ricerca e sviluppo sull’intelligenza artificiale.
Nell’aprile 2025, Xi Jinping ha esortato il Politburo a raggiungere “autonomia e autorafforzamento” nell’intelligenza artificiale, sfruttando un sistema nazionale completo per far avanzare l’industria e le applicazioni pratiche.
Inoltre, vengono offerti incentivi negli acquisti pubblici, nel rafforzamento della proprietà intellettuale e nei programmi di formazione dei talenti.
Sviluppo hardware cinese per l’intelligenza artificiale
L’indipendenza tecnologica richiede i propri chip. Aziende come Loongson Technology e Huawei subentrano a Intel, Nvidia e AMD. Loongson ha introdotto i processori 2K3000 e 3B6000M, con otto core basati sull’architettura LoongArch e GPU interne per accelerare le attività di intelligenza artificiale.
Sebbene non raggiungano ancora le prestazioni dei loro omologhi occidentali, rappresentano un progresso decisivo verso un ecosistema locale.
Huawei, dal canto suo, compete con la serie Ascend. L’Ascend910C, basato su due unità 910B, offre una potenza simile all’Nvidia H100 e si sta preparando per un lancio di massa nel maggio 2025.
Nonostante una resa produttiva iniziale bassa (tra il 20% e il 40%), causata dalle restrizioni di accesso alla litografia avanzata, il colosso cinese sembra andare avanti. L’Ascend920 è già in arrivo, con il 30-40% di efficienza in più, prodotto in 6 nm da SMIC.
Inoltre, le restrizioni statunitensi hanno preso di mira direttamente i produttori stranieri. Nell’ottobre 2022 e nelle successive estensioni nel 2023 e 2024, il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha imposto controlli sulle esportazioni di chip da 7 nm o più avanzati, ordinando a TSMC di interrompere le spedizioni di processori di prossima generazione a società cinesi senza licenza.
Inoltre, Washington ha vietato la vendita alla Cina di GPU per l’addestramento all’intelligenza artificiale come Nvidia H100 e la sua versione H20, il che ha portato Nvidia ad accantonare perdite di 5,5 miliardi di dollari nel primo trimestre del 2025 per coprire le scorte che non può più commercializzare in quel mercato.
Modelli di intelligenza artificiale e software
Pensavi che contassero solo le patatine? Il software è l’altra metà dell’equazione. Nel gennaio 2025, la startup DeepSeek ha scosso il mercato addestrando un modello di ragionamento per circa un decimo del costo abituale.
Questo “momento Sputnik” per l’intelligenza artificiale americana ha dimostrato che l’innovazione può prosperare anche sotto i vincoli dell’hardware avanzato, incoraggiando altri attori a ottimizzare le risorse.
Entro la fine del 2024, la divisione di Pechino della Cyberspace Administration of China (CAC) aveva approvato 105 modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM), parte di oltre 300 servizi di intelligenza artificiale generativa registrati in tutto il paese, sebbene solo una frazione di essi (circa il 10%) abbia implementato una formazione su larga scala nel supercalcolo).
Oltre a DeepSeek, le principali aziende tecnologiche cinesi hanno rafforzato i loro portafogli AI:
- **Baidu ha presentato Ernie 4.5 Turbo ed Ernie
- Alibaba Cloud ha annunciato la versione Qwen 2.5-Max nel gennaio 2025, che secondo test interni supera DeepSeek-V3 e GPT-4 nei benchmark chiave e ha rilasciato molteplici varianti visive e specializzate con licenze aperte.
- Tencent ha lanciato il modello Hunyuan Turbo S alla fine di febbraio 2025, in grado di rispondere in meno di un secondo con capacità di ragionamento simili a DeepSeek-R1 e integrato in WeChat e Tencent Cloud AI.
Infrastrutture
Senza data center non esiste l’intelligenza artificiale. Tra il 2023 e il 2024 in Cina sono stati annunciati più di 500 progetti di centri, di cui 150 già operativi prima della fine del 2024.
Tuttavia, molte strutture soffrono di una scarsa occupazione: fino all’80% della capacità rimane inutilizzata, risultato di un’eccessiva pianificazione e di una domanda focalizzata più sulla formazione che sull’inferenza.
Nonostante ciò, gli investimenti non rallentano. Alibaba ha stanziato 50 miliardi di dollari per cloud e intelligenza artificiale (2025-2028), mentre ByteDance prevede di investire 20 miliardi di dollari in GPU e hub nel 2025.
Inoltre, il Centro nazionale di supercalcolo di Shenzhen prevede un supercomputer 2exaFLOPS entro il 2025, guidando progetti nel campo della sanità, della sicurezza informatica e delle città intelligenti.
Ricerca scientifica e fidelizzazione dei talenti
La Cina rafforza la propria base scientifica con programmi nazionali che riguardano l’intelligenza artificiale, l’informatica quantistica e l’analisi dei dati. Il Programma Nazionale per la Scienza e la Tecnologia promuove obiettivi strategici che riducono la dipendenza dall’estero.
Allo stesso tempo, le iniziative del governo mirano a formare scienziati d’élite e team all’avanguardia, attrezzando laboratori e concedendo borse di studio.
Perché la Cina scommette così tanto sull’intelligenza artificiale?
La ricerca dell’autosufficienza nell’intelligenza artificiale non è solo una corsa industriale, ma un impulso geopolitico. Le sanzioni statunitensi sono state il catalizzatore che ha spinto la Cina ad accelerare il suo percorso verso l’indipendenza tecnologica.
Nel 2025, il divieto di vendita di GPU per l’addestramento all’intelligenza artificiale (come la Nvidia H100 e la sua versione H20) ai clienti cinesi ha esaurito in un solo anno le scorte disponibili sul mercato interno.
Ciò ha costretto aziende come Huawei e altre a cercare alternative rapide, dall’aumento della produzione interna di chip alla riprogettazione delle proprie catene di approvvigionamento.
D’altro canto, la mancanza di accesso alle macchine di litografia ultravioletta estrema (EUV) ha ridotto i rendimenti produttivi dei semiconduttori avanzati, ma è anche servita da stimolo per i produttori cinesi a ottimizzare i propri processi produttivi e a sviluppare le proprie tecnologie.
Non tutto è rose e fiori. L’elevato sottoutilizzo dei centri e la dipendenza da processi meno avanzati, come N+2 di SMIC, sollevano interrogativi: la Cina sta investendo eccessivamente in infrastrutture che poi non vengono utilizzate? I vostri chip saranno in grado di competere a livello globale se non raggiungono i 3 nm o meno?
E alla fine la grande domanda: Chi vincerà questa gara? Se Pechino riuscirà a superare i suoi ostacoli, non solo sarà in grado di resistere agli Stati Uniti, ma anche di sfidare l’ordine tecnologico globale. E tu, cosa ne pensi: siamo di fronte alla nascita di una nuova superpotenza digitale?
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