Più di 70 milioni di persone nel mondo comunicano utilizzando il linguaggio dei segni, ma c’è meno di un interprete ogni 10.000 persone sorde.
Questa sproporzione riflette il fatto che milioni di persone devono affrontare barriere invisibili per accedere alle informazioni, ai servizi di base e agli spazi per la piena partecipazione.
Negli ospedali, nelle scuole, nelle banche o nelle stazioni dei trasporti, l’assenza di interpreti e la mancanza di adattamento degli ambienti provoca isolamento, frustrazione e un profondo sentimento di esclusione.
Sebbene siano stati compiuti progressi nella sottotitolazione o nella lettura labiale, queste opzioni non sono sufficienti o inclusive per l’intera comunità dei non udenti. L’intelligenza artificiale (AI) sta aprendo nuove porte alla comunicazione accessibile.
Un esempio è Silence Speaks, una startup che ha sviluppato uno strumento in grado di tradurre testi in tempo reale nel linguaggio dei segni utilizzando avatar animati.
Cos’è Silence Speaks e come funziona?
Silence Speaks è una startup britannica nata poco più di tre anni fa con una missione chiara: ridurre le barriere comunicative incontrate dalle persone non udenti.
Il suo fondatore, Pavan Madduru, è stato ispirato vedendo le difficoltà che un suo amico sordo ha dovuto affrontare durante un viaggio. Fu allora che decise di creare uno strumento basato sull’intelligenza artificiale (AI) che potesse fungere da interprete del linguaggio dei segni.
La tecnologia sviluppata traduce il testo scritto nel linguaggio dei segni utilizzando avatar animati. Questi avatar, generati dall’intelligenza artificiale, eseguono i movimenti necessari per comunicare messaggi nella lingua dei segni in modo preciso e comprensibile.
Il punto forte di questo strumento è che è stato sviluppato da e per le persone non udenti. Il team comprendeva ingegneri non udenti e ha lavorato con set di dati reali coprendo i dialetti regionali, la velocità dei segni e le espressioni emotive, consentendo alla traduzione di essere molto più naturale e più vicina alla comunicazione umana.
Oggi il sistema funziona attraverso il cloud, ovvero necessita di una connessione Internet per elaborare il testo. Tuttavia, l’azienda sta già lavorando su una versione che funzioni in tempo reale da dispositivi mobili, il che porterebbe l’accessibilità ad un altro livello.
Applicazioni pratiche di questa tecnologia
Sebbene la tecnologia Silence Speaks sia ancora in fase di sviluppo, ha già iniziato a trasformare la vita di molte persone sorde in diversi contesti quotidiani.
Uno dei progressi più importanti è stata la sua implementazione nella metropolitana di Londra. Grazie a una collaborazione con Transport for London, alcune stazioni ora dispongono di codici QR che gli utenti possono scansionare con il proprio telefono.
In questo modo accedono a video nella lingua dei segni che spiegano annunci importanti, percorsi e cambiamenti di servizio. Questa soluzione facilita l’accesso alle informazioni in un ambiente che in precedenza era molto difficile per le persone con disabilità uditive.
Un’altra applicazione interessante è nel mondo dei biglietti d’auguri. Alcune aziende includono già messaggi animati nel linguaggio dei segni che vengono riprodotti quando si scansiona un codice QR.
Inoltre, nelle scuole, questa tecnologia può rappresentare una risorsa aggiuntiva per i bambini sordiche non sempre dispongono di interpreti in classe. E sul posto di lavoro, ci permette di creare ambienti più inclusivi facilitando la comunicazione durante riunioni o corsi di formazione.
Personalizzazione e inclusione: il tocco umano dell’intelligenza artificiale
Una delle caratteristiche più preziose della tecnologia Silence Speaks è la sua attenzione alla personalizzazione e all’autenticità. Non si tratta solo di tradurre parole, ma di comunicare emozioni, espressioni e sfumature culturali essenziali nella lingua dei segni.
Gli utenti possono creare avatar personalizzati, scegliendo dalle caratteristiche fisiche agli stili di abbigliamento, in modo che i messaggi vengano veicolati con un’identità visiva vicina e familiare. **
Si stanno addirittura esplorando collaborazioni con personaggi noti dello spettacolo o della cultura popolare, che rendono i messaggi firmati ancora più attraenti, soprattutto per bambini e ragazzi.
Ma il vero valore è nella precisione. L’IA è stata addestrata a catturare non solo i movimenti delle mani, ma anche le espressioni facciali e corporee, fondamentali nel linguaggio dei segni.
Per raggiungere questo obiettivo, **Silence Speaks ha lavorato fianco a fianco con persone sorde ed esperti di linguaggio dei segni sin dall’inizio del progetto.
Cosa verrà dopo?: Il futuro della comunicazione accessibile
Il prossimo grande obiettivo è realizzare traduzioni in tempo reale, non solo dal testo ai segni, ma anche dalla voce ai segni e viceversa, consentendo conversazioni più fluide tra persone non udenti e udenti, senza la necessità di interpreti umani.
Inoltre, stiamo lavorando all’espansione ad altre lingue dei segni regionali, poiché, come le lingue parlate, esistono molte varianti nel mondo. Ciò consentirà alla tecnologia di essere utile a più persone, indipendentemente dal loro paese o dialetto.
Si prevede inoltre che possa coesistere con altre soluzioni, come i sottotitoli automatici sugli occhiali intelligenti, gli apparecchi acustici con intelligenza artificiale e gli assistenti vocali adattati.
Insieme, questi strumenti possono far sì che la comunicazione accessibile diventi un quotidiano e non un’eccezione.
Vera inclusione grazie all’intelligenza artificiale
Inclusione non significa solo offrire soluzioni, ma garantire che tutte le persone possano partecipare pienamente alla società, senza barriere o eccezioni.
L’intelligenza artificiale, se sviluppata con empatia e collaborazione diretta con le comunità che cerca di servire, diventa un potente alleato per raggiungere tale obiettivo.
Strumenti come Silence Speaks non solo traducono le lingue dei segni, ma aprono anche spazi per il dialogo, la comprensione e il rispetto reciproco. Questi progressi ci ricordano che la tecnologia più preziosa non è quella più sofisticata, ma piuttosto quella che cambia in modo tangibile la vita.
Se vogliamo un futuro più accessibile, dobbiamo continuare a progettare con e per la diversità umana. Perché quando la tecnologia dà ascolto a chi è stato ignorato, la vera inclusione smette di essere un ideale e diventa una realtà concreta.
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