#5 casi in cui l’Intelligenza Artificiale fa ridere (involontariamente)
L’intelligenza artificiale non è più un mito ma una realtà ed è un’alleata per vari scopi, che si tratti di programmare le attività della giornata, aiutarci a generare immagini o comporre musica.
Tuttavia, questa tecnologia non ha ancora raggiunto la perfezione assoluta, quindi è normale che si presentino “opportunità di miglioramento”. Naturalmente, con l’avvento di Internet, questi errori sono diventati virali, diventando battute e persino meme.
Allora unisciti a noi per scoprire i 5 casi in cui l’Intelligenza Artificiale ha commesso una o l’altra sciocchezza e noi ne abbiamo riso sopra. E non preoccuparti, puoi ridere in tutta sicurezza, dato che l’IA non si prende troppo sul serio.
1. I difetti di questa persona non esistono
Il confine tra ciò che è reale e ciò che è simulato è sempre più labile. E possiamo vederlo su un sito web chiamato “This Person Does Not Exist” che fornisce ritratti di individui fittizi creati da un’intelligenza artificiale.
Sebbene lo scopo iniziale fosse quello di generare immagini realistiche, queste creazioni si sono rivelate molto convincenti. Ci sono però foto un po’ “divertenti”.
Ad esempio, puoi trovare immagini di persone, con arti che escono che non vedresti mai nella realtà. O parti del corpo (come orecchie o nasi) che emergono dal nulla. Semplicemente terrificante.
Quindi, se hai utilizzato questo sito per cercare volti artificiali, potresti aver riscontrato queste anomalie. E se non hai visitato questa pagina, cosa aspetti a visitarla e farti una risata?
2. Google Street View e i pensieri delle persone
Google Street View è uno strumento che permette di identificare strade e luoghi, il tutto grazie ad un veicolo con una fotocamera integrata che cattura immagini in tutto il mondo. Lo scopo è quello di rendere più efficiente la navigazione in Google Earth e Google Maps.
Sebbene Google Street View sia noto per la sua utilità nella navigazione, ha anche catturato momenti divertenti (e talvolta strani) nel suo viaggio globale.
Buona parte di questi momenti avvengono perché le persone sanno che questo veicolo passa ad una certa ora e “si lasciano immortalare nelle foto” per realizzare momenti divertenti, diventare aneddoti e così tramandare ai posteri.
Dai manichini travestiti alle persone deformi o con arti in eccesso, queste sono situazioni comuni in Street View, poiché ci mostrano la vita di tutti i giorni con l’una o l’altra alterazione, ma in un modo pazzesco.
3. Gli “scherzi” degli assistenti virtuali
Gli assistenti virtuali, come Siri di Apple o Google Assistant, sono stati programmati per aiutarci nelle nostre attività quotidiane e rispondere alle nostre domande in modo utile ed efficiente.
Tuttavia, hanno anche un lato comico che a volte può lasciarci perplessi. Con risposte inaspettate o battute al limite dell’assurdo, questi assistenti ci mostrano che anche l’intelligenza artificiale può avere il suo “senso dell’umorismo”.
Anche se le loro battute a volte non ci fanno ridere (o lo fanno, a patto che le giriamo), ci fanno riflettere sulla complessità di insegnare a una macchina a comprendere l’umorismo umano.
Questo certamente ci ricorda la storia di Isaac Asimov intitolata “The Funny One”, che parla di un robot che racconta barzellette, impara ad analizzarle e diventa bravo a raccontarle. Spero che Siri e Alexa prendano nota e imparino da questo robot. O meglio ancora, che imparino a fare ironia!
4. Filtri musicali TikTok
TikTok, la popolare piattaforma di social media, ha introdotto una nuova raccolta di filtri musicali interattivi, la cui premessa iniziale è creare video da essi e offrire intrattenimento.
Questi filtri, che, grazie a effetti visivi dinamici, danno vita a un modello musicale, invitano le persone a esplorare nuove forme di creatività. Tuttavia, pochi tentativi da parte degli utenti danno luogo a qualcosa di coerente.
Fondamentalmente, questi filtri sono solo per il divertimento degli utenti e per utilizzarli non è richiesta alcuna formazione in teoria musicale. Questo è senza dubbio un altro elemento per il divertimento dei più piccoli.
5. Le immagini “inclusive” di Google Gemini
Anche l’intelligenza artificiale è stata protagonista di controversie, come nel caso della piattaforma Gemini di Google, accusata di rappresentare in modo errato minoranze etniche e personaggi storici nelle immagini generate.
Dai vichinghi neri ai soldati nazisti di altre razze, questi errori hanno generato critiche e dibattiti (e non pochi meme) sui pregiudizi razziali nell’intelligenza artificiale.
Se da un lato ciò riflette le sfide legate alla diversa rappresentanza nella tecnologia, dall’altro ci ricorda anche l’importanza di affrontare questi problemi in modo sensibile ed etico.
Il lato comico dell’Intelligenza Artificiale
L’intelligenza artificiale ci ha dimostrato che, sebbene possa essere uno strumento potente e sofisticato, ha anche il suo lato comico e talvolta goffo.
Dalle immagini generate con anomalie alle risposte inaspettate degli assistenti virtuali, l’intelligenza artificiale ci ricorda che, nonostante tutti i suoi progressi, ha ancora molto da imparare sul mondo e sugli esseri umani.
Allo stesso modo, queste situazioni potrebbero servire da impulso per creare Intelligenze Artificiali con un maggiore “senso dell’umorismo”. Questa sarebbe la sfida definitiva per creare sistemi nel miglior stile di “Interstellar” e del robot TARS.
Non per niente, una delle prove che qualcuno è intelligente è il suo senso del ridicolo. Ma potremmo dover aspettare un po’ prima che le IA generino umorismo intenzionale. Naturalmente non ci lamentiamo neanche della loro ingenua goffaggine.
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