Ti sarà sicuramente capitato: entri nella tua piattaforma di streaming preferita e, senza che tu abbia cercato nulla, la prima raccomandazione sembra leggerci il pensiero.

Oppure ricevi un’e-mail da quella torrefazione proprio quando ti sta finendo il pacco che hai comprato il mese scorso, e in più ti offre uno sconto sulla tua varietà preferita perché oggi fa un freddo insolito nella tua città.

Questa non è magia, né una fortunata coincidenza. È iperpersonalizzazione.

Per decenni, il marketing digitale si è basato sulla segmentazione: raggruppare le persone per età, genere o posizione. Ma oggi, grazie all’Intelligenza Artificiale (IA), siamo passati dal parlare a “gruppi di persone” al parlare a “singole persone” in tempo reale.

Cos’è esattamente l’iperpersonalizzazione?

Per capire il salto che abbiamo fatto, dobbiamo differenziare la personalizzazione tradizionale dalla sua versione “iper”.

La personalizzazione di base è quella che già conosciamo: includere il nome del cliente nell’oggetto di un’e-mail o inviargli un coupon sconto il giorno del suo compleanno.

Si basa su dati statici che l’utente ci ha fornito in un determinato momento (il suo nome, la sua data di nascita). È un bel dettaglio, ma al giorno d’oggi è insufficiente.

L’iperpersonalizzazione, invece, utilizza dati dinamici e contestuali. Non guarda solo a chi sei, ma a cosa stai facendo in questo preciso momento.

Utilizza la cronologia di navigazione, la posizione geografica, il dispositivo da cui ti connetti, il meteo locale e persino la velocità con cui fai scorrere la pagina per prevedere ciò che ti interessa di più in questo preciso istante.

Il motore che muove tutto: L’Intelligenza Artificiale

Se tentassimo di fare questo in modo manuale, avremmo bisogno di un esercito di analisti a guardare schermi 24/7 per ogni cliente. Sarebbe impossibile. È qui che l’IA entra in gioco come il grande catalizzatore.

1. L’analisi dei dati su scala massiva

L’IA può elaborare milioni di dati in millisecondi. Mentre un umano può vedere che un cliente ha comprato un paio di scarpe, un’IA può vedere che quel cliente è solito comprare scarpe sportive il martedì dopo le 18:00, che preferisce il colore blu e che risponde meglio agli annunci che mostrano persone che corrono in montagna rispetto a quelli che mostrano il prodotto da solo.

2. L’apprendimento automatico (Machine Learning)

Gli algoritmi di apprendimento automatico non si limitano ad analizzare il passato, ma imparano da esso per prevedere il futuro.

Se l’IA rileva che l’80% degli utenti che hanno acquistato il prodotto A ha finito per acquistare il prodotto B tre giorni dopo, inizierà a raccomandare il prodotto B in modo proattivo ai nuovi acquirenti nel momento esatto in cui la probabilità di conversione è maggiore.

3. L’Elaborazione del Linguaggio Naturale (NLP)

L’IA non comprende solo i numeri; comprende anche i sentimenti. Attraverso l’NLP, i brand possono analizzare i commenti sui social media o le interazioni con i chatbot per regolare il tono del messaggio.

Se un cliente è frustrato, l’iperpersonalizzazione invierà un messaggio di supporto empatico; se è entusiasta, invierà un’offerta di fidelizzazione.

Perché ora è economicamente fattibile?

Solo dieci anni fa, la tecnologia necessaria per fare questo era riservata a giganti come Amazon o Netflix. Tuttavia, il panorama è cambiato radicalmente per tre ragioni principali:

La democratizzazione del cloud computing

Prima, avevi bisogno di server immensi e costosi. Oggi, grazie a servizi come Google Cloud, AWS o Azure, le aziende possono affittare potenza di calcolo a seconda delle proprie esigenze. Questo permette a una PMI di utilizzare algoritmi avanzati senza dover investire milioni in infrastrutture proprie.

La maturità delle piattaforme SaaS

Oggi esistono strumenti di marketing (CRM e piattaforme di automazione) che portano già l’ “IA di serie”. Non serve assumere un team di data scientist per iniziare; molti di questi strumenti offrono già modelli pre-addestrati che iniziano ad imparare dai tuoi clienti fin dal primo giorno.

Il ritorno sull’investimento (ROI) esponenziale

L’iperpersonalizzazione riduce drasticamente il “rumore”. Invece di spendere budget inviando 10.000 e-mail generiche con un tasso di apertura del 2%, invii 500 e-mail iperpersonalizzate con un tasso di conversione dieci volte maggiore. Essendo più efficiente, il costo per acquisizione cliente si abbassa, facendo sì che l’investimento nell’IA si ripaghi da solo in brevissimo tempo.

Il beneficio reciproco: Una relazione di fiducia

Si pensa spesso che l’iperpersonalizzazione sia solo uno strumento per vendere di più. E sebbene sia vero che aumenta le vendite, il suo valore maggiore risiede nell’esperienza utente.

  • Per il consumatore: Il mondo digitale è saturo di informazioni. L’iperpersonalizzazione agisce come un filtro di rilevanza. Fa risparmiare tempo all’utente mostrandogli ciò che cerca ed eliminando ciò che non gli interessa. Si sente ascoltato e valorizzato dal brand.
  • Per il brand: La rilevanza genera lealtà. Un cliente che sente che un marchio lo capisce è un cliente che non va dalla concorrenza per una minima differenza di prezzo. La fidelizzazione aumenta e il valore del tempo di vita del cliente (Customer Lifetime Value) schizza alle stelle.

La sfida etica: Privacy e Trasparenza

Non possiamo parlare di iperpersonalizzazione senza affrontare l’elefante nella stanza: la privacy. Affinché l’IA funzioni, ha bisogno di dati. Ma nell’era del GDPR e di una maggiore consapevolezza sulla privacy, i brand devono essere estremamente cauti.

La chiave sta nella trasparenza. Gli utenti sono disposti a condividere i propri dati se, in cambio, ricevono un valore chiaro e tangibile. Il “trucco” sta nel non varcare la linea dell’ “inquietante” (creepy).

L’iperpersonalizzazione deve essere percepita come un assistente utile che anticipa i tuoi bisogni, non come una spia che ti segue in rete.

Il ritorno del marketing uno-a-uno

Grazie all’IA, oggi abbiamo la capacità tecnica ed economica di tornare all’essenza del commercio: conoscere il nome del nostro cliente, sapere cosa gli piace e offrirgli esattamente ciò di cui ha bisogno nel momento in cui ne ha bisogno.

È, paradossalmente, l’uso della tecnologia più avanzata ciò che ci permette di tornare a un marketing più umano, vicino e rilevante.

In ComunicaGenia, crediamo che la tecnologia debba essere al servizio della comunicazione. Se sei pronto affinché il tuo marchio smetta di urlare alla folla ed inizi a sussurrare all’orecchio di ciascun cliente, l’iperpersonalizzazione è la tua migliore alleata.

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