Come verrà realmente cambiato futuro del turismo dall’intelligenza artificiale?

I progressi tecnologici fanno passi da gigante e promuovono sul mercato tecnologie con sistemi di machine learning e intelligenza artificiale (IA), i quali avranno la possibilità di trasformare il settore turistico se si trova un adeguato equilibrio tra high-tech e high-touch.

Lo scorso mese di aprile si celebrò l’Arabian Travel Market (ATM), uno dei principali eventi mondiali dell’industria del turismo del Medio Oriente degli ultimi 25 anni. Gli esperti che hanno partecipato all’ATM 2019 sono arrivati alla conclusione che un’attuazione effettiva delle innovazioni tecnologiche aiuterà il settore turistico a crescere ancora di più.

Attualmente tecnologie come la realtà virtuale (VR), gli assistenti virtuali e i chatbots di IA stanno già facilitando molte esperienze dei clienti.

Charbel Sarkis, responsabile di Google nei vertici del Turismo, Hotel, Retail e Commercio Elettronico per il Medio Oriente e il nord Africa, ha detto: «L’apprendimento automatico non è qualcosa che succederà in futuro. Sta succedendo già adesso».

«L’aiuto che apporta questo tipo di tecnologia è molto intelligente. Prevedendo il nostro comportamento può personalizzare l’intera esperienza del viaggio. Ad esempio, se visito Roma per la prima volta, ho delle aspettative diverse rispetto a chi ci è già stato cinque volte e sta tornando per un viaggio d’affari. L’apprendimento automatico può aiutare a personalizzare le offerte che riceviamo».

Anche le nuove tecnologie come l’Internet delle cose (IoT) potrebbero condurre a una maggiore efficienza interna per settori come l’aviazione. L’applicazione di queste tecnologie potrebbe migliorare i costi del mantenimento non pianificati, generando così risparmi fino a 250 milioni di dollari all’anno in tutta l’industria.

Secondo l’ultimo report di Colliers International, realizzato da Arabian Travel Market (ATM), il 73% delle attività manuali del settore alberghiero ha il potenziale tecnico di essere automatizzato. Infatti, grandi marche internazionali come Marriott International, Hilton Worldwide e Accorhotels stanno già investendo nell’automatizzazione di elementi delle loro risorse umane.

«La nostra sfida è che siamo parte di un ecosistema più ampio», ha detto Matt Raos, vicepresidente B2B di Corporate and Leisure. «Dobbiamo riconoscere che siamo partecipi di un ecosistema e trovare modi di collaborare per poter consegnare ai clienti quello che desiderano».

Il machine learning e le innovazioni stimolate dall’intelligenza artificiale, come i portieri e i maggiordomi robot, così come il riconoscimento facciale e la tecnologia di personalizzazione delle camere, son sempre più popolari nel settore alberghiero internazionale. Tuttavia, ci sono ancora marche che si sono dimostrate restie all’applicazione di innovazioni a causa delle alte aspettative di clienti.

Danielle Curtis, direttrice dell’esposizione ATM, ha sottolineato: «L’investimento medio in hotel è attualmente del 4%, tuttavia quasi tre quarti di tutte le attività manuali nell’industria alberghiera hanno il potenziale di essere automatizzate. Esiste un grande potenziale affinché la nostra industria tragga vantaggio dell’implementazione della tecnologia».

«Il settore turistico ha acquisito una reputazione globale basata in un servizio personalizzato di alta qualità, pertanto è importante un adeguato equilibro tra l’high-tech e l’high-touch. Per un lungo periodo, è probabile che le compagnie che operano nel segmento turistico del Medio Oriente siano impegnate con l’interazione umana, però con l’aiuto della tecnologia». 

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